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Hani Kim è un'artista di base a Berlino. Negli ultimi 13 anni la sua vita è passata da Seoul, Berna, Milano e Londra, prima di arrivare a Berlino. Questo percorso ha ampliato la sua prospettiva, ma le ha anche lasciato una dissonanza culturale, nata dall'attrito tra modi di pensare orientali e occidentali. Il suo lavoro esplora stati emotivi legati all'identità, alla condizione di "in-betweenness" culturale, alla memoria e ai cambiamenti psicologici.
Il suo lungo senso di trovarsi nel mezzo (in-betweenness) ha iniziato a trasformarsi in un interrogarsi filosofico. Vuole trovare un significato, e tendere verso domande fondamentali le sembra la strada più naturale da percorrere. Leggere 『Sulla libertà』(1859) di John Stuart Mill è stato un passo importante in questo percorso. Le sue idee sull'individualità e la libertà l'hanno portata a riflettere sugli ambienti, le società e i modi di pensare che ha vissuto. Questo ha riportato alla luce domande che si portava dentro da tempo ma che non aveva mai affrontato seriamente: Cosa significa vivere? Con quali pensieri e preoccupazioni esisto come essere? Come dovrei vedere il mondo intorno a me? Queste domande l'hanno condotta verso altre letture, e i loro messaggi filosofici, proprio come i cambiamenti psicologici o la memoria, stanno diventando un solido apporto ai temi della sua opera.
Il progetto in corso 'SopraPensiero' traduce questi spunti filosofici in forma visiva, sonora e multimediale, a partire dalla sua prima serie, 'Dopo la libertà'. I pensieri di Mill sulla libertà individuale e sulla sua soppressione da parte della società stanno iniziando a prendere forma in dipinti e brani per pianoforte, costruiti su melodie cariche di emozione e accordi dissonanti. Vuole continuare a intrecciare questioni filosofiche ed espressione artistica attraverso pittura, musica, installazioni e altri media come tecnologia e movimento.
La sua pratica mescola istinto e controllo. Dipinge con gesti spontanei e grezzi che catturano emozioni fugaci e impressioni inconsce, per poi lasciare spazio a un momento di distacco in cui rifinisce la composizione e l'atmosfera generale. È un processo in cui spontaneità e controllo, emozione inconscia e azione intenzionale si alimentano a vicenda. Questo rispecchia il suo stesso desiderio istintivo di controllo, pur desiderando talvolta un approccio più spontaneo alla vita.

Il progetto esprime, attraverso pittura, suono, tecnologia e performance, i valori che trascuriamo nella nostra vita frenetica, partendo dal pensiero filosofico.
Incontrando amici che vivono in paesi diversi, con stili di vita e obiettivi diversi, ha iniziato a sentire che manca qualcosa. Sente che la vita che abbiamo costruito ci lascia molto meno spazio per interrogarci sulla nostra esistenza, su ciò che ci importa davvero e su chi vogliamo essere. La vita continua a distoglierci dal pensare a queste domande. 'AfterThoughts' riporta in primo piano questi pezzi mancanti, quelli che perdiamo quando siamo sopraffatti dagli impegni, da ritmi frenetici e da rapporti competitivi. Crede che questo progetto possa incoraggiarci a creare più spazio e più tempo per tornare a ciò che conta davvero per noi.
Il nome del progetto, 'AfterThoughts', ha diversi significati. Ciò che ti viene in mente con una prospettiva diversa, con il passare del tempo, può essere un ripensamento (afterthought). Oppure può essere il pensiero che segue direttamente un'idea o una conversazione. Oppure può essere il tuo stato d'essere dopo aver attraversato molti modi diversi di pensare. Tutti questi significati fanno parte del nucleo del progetto. Questo progetto può aprire conversazioni con persone che aiutano a rinnovare la propria prospettiva, che danno più tempo per affinare i propri pensieri e che lasciano che quei pensieri la rendano più simile alla persona che desidera essere. La sua arte vuole parlare a chiunque abbia bisogno della bellezza di percorrere un cammino lento eppure intimamente impegnativo, calmo eppure fermo, prezioso eppure che richiede pazienza. 'Dopo la libertà' è il primo capitolo che apre, e altri capitoli seguiranno dalla sua lettura di Boezio, Marco Aurelio e Zhuangzi.
『Sulla libertà』 di John Stuart Mill, che ha letto lo scorso dicembre, stava rendendo più nitide le domande che affioravano vagamente nella sua mente. Le riflessioni di questo libro, pubblicato nel 1859, sull'individualità e la libertà, sulla varietà delle circostanze e lo sviluppo individuale, e sul monito contro la tirannia della maggioranza, hanno suscitato in lei una reazione interiore intensa. Queste idee possono sembrare ovvie oggi, ma leggerle è stato come un pugno che bussa alle porte della società in cui vive, dell'ambiente che l'ha formata e della mentalità che ha sempre avuto.
L'impatto emotivo di questi passaggi l'ha spinta verso una visualizzazione astratta, unita alla composizione musicale e ad altri media. Ogni dipinto della serie 'Dopo la libertà' si basa su passaggi specifici di 『Sulla libertà』, e prende il titolo dalle stesse parole o dai messaggi di Mill. Dipinge la risposta emotiva che ciascun passaggio ha suscitato in lei. Il passaggio viene mostrato accanto al dipinto che ha ispirato, così chi osserva può capire da dove nasce l'immagine.
『Sulla libertà』 è stato il punto di partenza in cui arte e filosofia si sono incontrate per lei. Esaminare questi messaggi filosofici, rifletterci sopra e discuterne non è più soltanto un modo per trovare ispirazione o materiale per la sua arte, ma sta diventando un fondamento essenziale della sua vita.


Sinistra
The tyranny of prevailing opinion holds back the growth of individuality.
70 x 50 cm · Olio e oil stick su tela · 2026
Destra
"So monstrous a principle is far more dangerous than any single interference with liberty; there is no violation of liberty which it would not justify."
70 x 50 cm · Olio, oil stick e acrilico su tela · 2026


Sinistra
"Public opinion means, at the best, some people's opinion of what is good or bad for other people."
70 x 50 cm · Olio, oil stick e acrilico su tela · 2026
Destra
"If it were only that people have diversities of taste, that is reason enough for not attempting to shape them all after one model."
70 x 60 cm · Oil stick e acrilico su tela · 2026

Human nature is not a machine to be built after a model, but a tree, which requires to grow and develop itself on all sides.
60 x 70 cm · Olio, oil stick e acrilico su tela · 2026

A person's judgment deserves confidence only when it stays open to criticism and every variety of opinion.
70 x 100 cm · Olio e acrilico su tela · 2026
Ogni schizzo è ispirato da un passo del libro 『Sulla libertà』(1859) di John Stuart Mill.

'Là dove la norma della condotta è dettata non dal carattere di ciascuno, ma dalle tradizioni o dai costumi degli altri, ivi manca completamente uno degli elementi principali del benessere umano e l'elemento più essenziale del progresso individuale e sociale.'

'Non solo in ciò che riguarda gli altri, ma anche in ciò che riguarda unicamente se stessi, l'individuo, o la famiglia, non si chiedono: che cosa preferisco? oppure: che cosa si addice al mio carattere e alla mia indole? o ancora: che cosa permetterebbe al meglio e al più alto che è in me di manifestarsi liberamente, di crescere e prosperare? Si chiedono invece: che cosa si addice alla mia posizione? che cosa fanno di solito le persone del mio rango e delle mie condizioni economiche? (...)'

'Gli uomini debbono aiutarsi a vicenda a distinguere il meglio dal peggio, e incoraggiarsi a scegliere il primo ed evitare il secondo. (...) Ma né una singola persona, né un numero qualsiasi di persone, ha il diritto di dire a un'altra creatura umana giunta a maturità che non debba vivere, per il proprio bene, la vita che ha scelto di vivere. (...)'

'L'uomo è capace di correggere i suoi sbagli con la discussione e l'esperienza. E non con la sola esperienza: occorre la discussione per vedere come quella si deva interpretare. Le opinioni ed i costumi falsi cedono gradualmente davanti al fatto e all'argomento; ma perché i fatti e gli argomenti producano qualche impressione sullo spirito, è necessario che gli vengano presentati. (...)'










Questa installazione d'arte partecipativa comprende tre dipinti astratti e 143 luci LED interattive, che rispondono in tempo reale alle emozioni rilevate nelle espressioni del volto del pubblico, catturate da una telecamera tramite un modello di intelligenza artificiale per il riconoscimento facciale. I dati rilevati trasformano il colore, il movimento e l'intensità delle luci LED interattive che illuminano i dipinti astratti.
Piuttosto che limitarsi a identificare una singola emozione primaria, l'IA incorpora sottilmente anche emozioni secondarie, come tracce di sorpresa all'interno di un'espressione di felicità, rendendo possibili combinazioni intriganti e sfumate nelle sequenze luminose. Quando i volti di più spettatori vengono riconosciuti simultaneamente, le emozioni primarie e secondarie di ciascuno si mescolano, generando combinazioni imprevedibili e variegate.
I tre dipinti principali esposti per l'installazione interattiva (Fragments I, II, III) catturano il vorticare delle emozioni in uno stile astratto. Riguarda la sensazione che si prova mentre si vaga e si cerca qualcosa, sospesi e fluttuanti nello spazio. Poi, all'improvviso, ogni forma di emozione travolge ed avvolge lo spettatore, cercando di trascinarlo in qualche luogo tra i frammenti dei suoi ricordi. È come un'ondata di sentimenti che sale dal profondo, come migliaia di petali alla deriva senza una meta, intrecciati, vorticosi, che si attraggono l'un l'altro. È come se ogni frammento di memoria venisse verso di lui, facendolo sentire confuso, desiderandoli, per poi lasciarli andare alla deriva, malinconicamente.
Questa installazione è stata realizzata in collaborazione con il Dott. Luca Franceschi, scienziato di machine learning.



Mostra @ Zemin Berlin, @ Café Karanfil (48 Stunden Festival d'arte di Neukölln)














Emotions I–IV
36 x 48 cm ciascuno (non incorniciato)
Olio e acrilico su carta 330g/m²
2025




Movement I–IV
50 x 70 cm ciascuno (non incorniciato)
Acrilico su carta 400g/m²
E' una serie di paesaggi emotivi immaginari, ciascuno accompagnato da una propria colonna sonora, suonata con il gayageum, strumento tradizionale coreano a 12 corde, composta ed eseguita dall'artista.
Questa serie ripercorre l'esperienza confusa e inquietante del diventare, col tempo, una persona diversa. Nasce da una vita vissuta tra luoghi e culture diverse, dove l'appartenenza è sempre parziale e il senso di casa si dilata, si offusca e talvolta scivola via.
Ogni dipinto coglie la sensazione di trovarsi sul confine tra due spazi, assorbendo l'influenza travolgente di un nuovo ambiente mentre cresce la distanza dalla propria terra d'origine. Momenti di confusione, un continuo adattamento e la sensazione di non appartenere mai del tutto a nessuno dei due lati si esprimono in questi paesaggi interiori. Quando la domanda 'qual è la versione più vera di me stessa?' continua a tornare, la certezza dell'identità si offusca, il sé si sente instabile e teso al limite, e le emozioni e i ricordi scossi da aspettative e significati diversi appaiono come 'Innerscape'.
Le melodie del gayageum intensificano l'emozione dell'artista nel ritrovarsi in un punto d'incontro tra culture diverse. Queste colonne sonore contribuiscono a un'esperienza multisensoriale, fondendo suono e colore in uno stato emotivo più intenzionale. Questo permette allo spettatore di fare più che guardare il paesaggio: di sentirne il ritmo, la tensione e i sottili mutamenti interiori, come se attraversasse la sua memoria.




E' la prima serie a catturare il metodo di lavoro dell'artista, che prevede un'interazione tra spontaneità e controllo.
Uno schizzo che mostrava oggetti sospesi in uno spazio nebbioso e onirico ha richiamato alla mente i santi in ascesa nelle opere degli antichi maestri, diventando un motivo ricorrente nei suoi lavori. Le loro composizioni dinamiche, le atmosfere fantastiche, gli stili eleganti e i rapporti equilibrati tra le figure influenzano la sua arte.
L'artista possiede un desiderio istintivo di controllo, pur desiderando talvolta un approccio più spontaneo alla vita. Questa dualità si riflette nel processo creativo. Pennellate libere e inconsce si condensano gradualmente in forme riconoscibili. Attraverso la modellazione intenzionale di queste figure, il processo attraversa momenti inattesi di creazione. Gli oggetti che fluttuano nella composizione, resi in tonalità scure o intense con pennellate dinamiche e movimento fluido, evocano un senso di movimento e vitalità. Al contrario, colori chiari e sereni e texture morbide creano un'atmosfera statica e nebbiosa che bilancia questo dinamismo.








È un ritratto dell'artista realizzato attraverso il corpo, che trattiene l'emozione così come è arrivata, prima di darle forma. Un rifiuto silenzioso di un'identità fissa, delle strutture sociali, delle aspettative raccolte intorno a lei, è diventato movimento improvvisato. L'opera è una dichiarazione istintiva, un rito in cui l'artista si lascia andare completamente attraverso il ritmo, la memoria e il sentimento.
Davanti a una fotocamera azionata a distanza, cattura momenti in cui si muoveva liberamente, per lo più sulle note di canzoni malinconiche, con qualche brano più allegro qua e là, raccogliendo oltre 400 fotografie. Questo metodo pone l'artista al di fuori dello sguardo altrui, concentrata sull'istante: ciò che conta non è più il suo aspetto, ma ciò che prova. Niente trucco, costume, o messe in scena, l'artista vuole far emergere una presenza onesta di sé: quella di una donna, di una coreana, di un'artista che si fa strada attraverso la complessità di vivere in un paese straniero. Alla fine, è un atto in cui il corpo deve essere scosso avanti e indietro per riuscire a trattenere stretta un'anima.
Qui, la scelta della nudità, non intende semplicemente simboleggiare la libertà in senso occidentale. È un atto di esposizione che permette all'emozione di rivelarsi pienamente, un incontro diretto con l'imbarazzo e la fragilità che il denudarsi comporta. Questo vale in particolare per un'artista cresciuta in Corea, dove la nudità non è ampiamente riconosciuta come un mezzo comune di espressione di sé, e per questo la scelta assume un significato ancora più singolare.
L'opera racchiude insieme sia la libertà e la carica creativa di Berlino, sia il grigio paesaggio che vi si cela sotto, la solitudine, i momenti di alienazione. Qui, la danza è al tempo stesso il modo in cui l'artista si rivela e un linguaggio attraverso cui esprime il territorio emotivo della città. A Berlino si incontrano insieme libertà, solitudine, fragilità e un senso di impotenza. Vivere in un paese straniero significa tradurre continuamente se stessi, senza fine. Mentre la donna che era un tempo si affievolisce nel tempo, 'Dance (Hani-mation)' tende una mano verso di lei, in silenzio, per ricordarla e ritrovarla.



Dance 1–3 — 29.7 x 21 cm ciascuno, Olio e acrilico su carta, 2024















Dance 4–18 — 29.7 x 21 cm ciascuno, Olio e acrilico su carta, 2024
Questa serie nasce dalla passione dell'artista per la musica di Frédéric Chopin, con l'intento di esprimerne le melodie attraverso l'arte visiva. Abbandonandosi completamente quando la musica la travolge di emozione, l'artista mantiene ogni gesto totalmente istintivo. Senza guardare la superficie, il pennello scorre naturalmente sulla carta bagnata con inchiostro acrilico.
A volte l'attenzione si restringe a un singolo passaggio, catturandone lo spirito puro in un solo istante. Altre volte, un intero brano musicale diventa l'intera opera. Un unico notturno di Chopin si ripete in sottofondo durante il lavoro, permettendo a nuove pennellate di rispondere e sovrapporsi a quelle precedenti. Ogni nuovo ascolto suscita una sensazione diversa, lasciando sulla carta una stratificazione fisica di emozione.
Questo corpo di opere mostra esattamente come il legame dell'artista con la musica classica diventi un metodo concreto di fare arte. Questa linea diretta dal suono alla creazione artistica sta confluendo nel progetto 'AfterThoughts', dove arte visiva e musica si incontrano per esprimere idee filosofiche.






Untitled 10–15 — 36 x 48 cm ciascuno, Pastello a olio, inchiostro acrilico su carta 310 g/m², 2025



Untitled 7–9 — 36 x 48 cm ciascuno, Inchiostro acrilico su carta 310 g/m², 2025






Untitled 1–6 — 36 x 48 cm ciascuno, Inchiostro acrilico su carta 310g/m², 2024
Guardando le luci della città dal finestrino dell'aereo, l'artista si è sorpresa a pensare che il mondo è interamente intessuto di una vasta rete di relazioni. Alcuni legami nascono da un vincolo sincero, altri dal peso dell'obbligo. In quello spazio, il confine tra ciò che si sceglie liberamente e ciò che si mantiene per necessità si offusca spesso. I legami umani sono di una bellezza splendente, eppure a volte possono gravare pesantemente sulla mente.
Lasciando che sia l'istinto a guidare le sue mani, muove il pennello sulla carta bagnata, oscillando tra spontaneità e controllo. Ogni volta che l'inchiostro si infiltra nella superficie, le macchie e i punti generano imprevedibilità, e proprio da quel momento trova le forme intenzionali che possono sbocciare solo lì. Linee che si estendono spesse e sottili, a volte tremanti e taglienti, diventano i confini delicati e sfumati dei nostri legami, mostrando l'intricata complessità delle relazioni umane. Proprio come le sfaccettature della vita plasmate dall'incontro tra intenzione e caso, desidera catturare sulla tela la duplice natura di questi legami, la coesistenza della loro bellezza e del loro peso.




Hani Kim / 김하늬 (Corea del Sud) — vive a Berlino