La serie 〈Dance (Hani-mation)〉 è un ritratto dell'artista costruito attraverso il movimento, che trattiene l'emozione così com'è arrivata, prima ancora di darle forma. Ciò che è nato come un movimento improvvisato nel suo studio di Berlino si è trasformato in un tranquillo rifiuto di un'identità fissa, di una struttura sociale, delle aspettative raccolte attorno a lei. L'opera è una dichiarazione fatta d'istinto, un rito in cui si lascia andare attraverso il ritmo, la memoria e il sentimento.









Collage I di 9 'Dance'
80 x 57 cm
Olio e acrilico su carta
2024
Lavorando con una fotocamera azionata a distanza, ha raccolto oltre 400 fotogrammi muovendosi liberamente sulla musica. Questo metodo l'ha posta al di fuori dello sguardo altrui e l'ha mantenuta dentro l'istante, cosicché ciò che contava non era il suo aspetto ma la sua sensazione. Messi da parte il trucco, il costume e la messa in scena esteriore, ha voluto far emergere una presenza onesta di sé: quella di una donna, di una coreana, di un'artista che si fa strada attraverso la difficoltà di vivere in un paese straniero. È la traccia di un corpo scosso e liberato affinché un'anima potesse essere trattenuta.

Installazione video di Dance (Hani-mation)
Animazione creata dai dipinti originali utilizzando strumenti di IA
2025
La nudità, qui, non è presa in prestito dal vocabolario occidentale della libertà. È un'esposizione che richiede una totale apertura emotiva, un incontro diretto con l'imbarazzo e la fragilità che il denudarsi comporta. Per un'artista cresciuta in Corea, dove la nudità raramente è un mezzo di espressione di sé, questa scelta porta con sé un peso proprio.









Collage II di 9 'Dance'
80 x 57 cm
Olio e acrilico su carta
2024
L'opera racchiude insieme la libertà e la carica creativa di Berlino e il grigiore che vi si cela sotto, la solitudine, le ore di alienazione. La danza è al tempo stesso il modo in cui si rivela e il modo in cui disegna la geografia emotiva della città. A Berlino si incontrano insieme libertà, solitudine, fragilità e la sensazione di aver perso ogni punto di riferimento. Vivere in un paese straniero significa tradurre continuamente se stessi, senza fine. Mentre la donna che era un tempo si allontana e sfuma, 〈Dance (Hani-mation)〉 tende una mano verso di lei, lentamente, per ricordarla e ritrovarla.